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Perché una candela Bosch?

24 giugno 2015

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Il primo motore a benzina alimentato a iniezione diretta è del 1951 e lo si deve alla Bosch che per prima fornisce l’impianto di alimentazione a una casa ormai scomparsa: la Gutbrod. E’ una piccola vettura, ma le sue prestazioni già preannunciano quanto tre anni dopo sarebbe diventata la vettura di riferimento tecnologico, la Mercedes-Benz 300 SL: la famosa “ali di gabbiano” presentata il 6 febbraio 1954 al Salone di New York e in grado di erogare ben 215 CV nella versione stradale.  E’ subito un enorme successo, anche grazie alla tecnologia Bosch.

Poi l’iniezione diretta viene tecnologicamente soppiantata da quella indiretta, prima meccanica e poi elettronica, che trova nuovamente Bosch come leader indiscussa. Nel frattempo le istanze ambientali sono cambiate e oggi un motore a benzina deve offrire le massime prestazioni con il minor consumo ed inquinamento. L’iniezione diretta è diventata quindi nuovamente una soluzione e ancora una volta Bosch la troviamo in pole position. Infatti, entro il 2021 l’emissione media autorizzata sarà di soli 95 gr CO2 per chilometro e questo comporta che già il prossimo anno circa la metà dei veicoli a benzina devono essere a iniezione diretta. La nuova frontiera della tecnologia motoristica nei motori a benzina vede oggi motori ad alta compressione, con pochi cilindri quindi con cilindrata ridotta, ma con un turbocompressore governato da un sistema intelligente Bosch.

Come agli albori della motorizzazione ancora oggi la candela d’accensione – ideata da Gottlieb Honold, il famoso collaboratore di Robert Bosch – rappresenta la soluzione per l’evoluzione dei motori endotermici a benzina. Allora, il 7 gennaio 1902 si trattava di far funzionare il motore e guadagnare giri quindi potenza, oggi – dopo 11 miliardi di candele prodotte – il compito di una candela moderna è totalmente diverso e Bosch è ancora innovativa grazie alla sua innegabile esperienza. Le candele sono oggi componenti tecnologicamente avanzati e ad alte prestazioni: si è ottenuto ad esempio – grazie agli investimenti in ricerca e sviluppo – un netto miglioramento della resistenza meccanica, dovuto principalmente al nuovo isolante che permette alla candela di sostenere pressioni della camera di combustione sino a 250 bar, frequenti nei moderni motori alimentati con sistemi a iniezione diretta. L’impiego di nuovi materiali ceramici ha inoltre permesso di aumentare la resistenza dielettrica sino a 45 kV evitando così dispersioni lungo il corpo della candela.

Grazie a questo perfezionamento delle caratteristiche di isolamento, le candele ad alte prestazioni sono all’altezza dei maggiori requisiti di tensione di accensione dei motori che possono operare anche con pressioni superiori. E’ solo un primo traguardo. Gli ingegneri Bosch continuano infatti il loro impegno nello sviluppo di questo importante componente.

Una lunga storia

E’ del 1902 il brevetto Bosch che accoppia il magnete ad alta tensione e la candela come impianto di accensione in un motore a benzina. Nel 1914 a Stoccarda viene inaugurata la prima fabbrica di candele. Nel 1927 Bosch introduce il concetto di scala termica per ottimizzare il funzionamento delle candele in funzione del tipo di motore e delle condizioni di uso. Nel 1939 viene inaugurata la fabbrica di Bamberg. Il primo miliardo di candele prodotte da Bosch è festeggiato già nel 1968 alle quali se ne aggiungeranno altri 10 miliardi ora del 2012: una esperienza imbattibile!

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