Ricambi

ENV6: nuovo fluido freni Bosch

8 maggio 2017

Finora i meccanici, quando parlavano di liquido freni, si riferivano al sistema DOT che indicava il grado di ebollizione e di igroscopicità. Infatti il problema dei liquidi freni è sempre stato quello di non surriscaldarsi al contatto con il calore trasmesso dalle superfici incandescenti dei dischi e quello di non assorbire umidità attraverso magari i tubi flessibili dell’impianto frenante. Oggi la presenza di sistemi di controllo – come l’ABS e l’ESP che reagiscono in modo sempre più rapido – costringe il costruttore a ricercare fluidi frenati che garantiscano anche una viscosità minima, per trasmettere rapidamente la pressione ai pistoncini che comandano le pastiglie. Grazie al nuovo fluido freni ENV6 il miglioramento nella risposta rispetto ai fluidi tradizionali è stimato nel 9% e la velocità di reazione raggiunge ora ben i 700 mm²/s. Il punto di ebollizione rispetto al DOT è innalzato del 50% e raggiunge i 185°C per l’ENV6. Questo nuovo fluido inoltre minimizza sia la rumorosità che l’usura all’interno dell’ABS e dell’ESP, oltre a ridurre la corrosione di tutto l’impianto frenante. Non da ultimo, l’intervallo di sostituzione col nuovo fluido passa dai due anni del DOT ai tre anni dell’ENV6.

Vantaggi per l’officina

  • Questi nuovi fluidi non sono classificati tra le sostanze nocive.
  • Tutti i veicoli dopo il 1990 che impiegano fluido frenante a base di poliglicoli possono utilizzare il nuovo ENV6. Solo i liquidi siliconici DOT5 e i minerali LHM (perlopiù Citroen) non possono essere sostituiti dal nuovo fluido Bosch.
  • Presso il centro di Abstatt, in Germania, sono stati effettuati da Bosch molteplici test e il nuovo ENV6 soddisfa tutti gli standard previsti attualmente dalle Case auto come il DOT3, DOT4, DOT5.1, ISO Class 6.

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