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100 anni di motorini di avviamento

26 maggio 2014

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Giusto un secolo fa, nel 1914, Bosch ha presentato il proprio primo motorino di avviamento per auto. Un evento che segnato un grande passo in avanti nel processo di sviluppo dell’impianto elettrico dei veicoli, rendendone l’utilizzo più pratico, comodo e sicuro. Il motorino di avviamento è stato di grande aiuto per tutti gli automobilisti. Avviare a mano i grossi e pesanti motori di inizio ‘900 era, infatti, molto faticoso e c’era anche il rischio che la manovella potesse sfuggire dalle mani, girare a vuoto o trasmettere contraccolpi causando seri danni all’automobilista. L’alimentazione del motorino elettrico di avviamento proposto da Bosch derivava dalla batteria, parte integrante del sistema d’illuminazione che la stessa Bosch aveva lanciato solo poco prima. Mentre i primi motorini pesavano quasi dieci chili e sviluppavano potenze non superiori a 0.6 kilowatt, gli attuali starter pesano tra 1.9 e 17 kg e coprono un range di potenza tra 0.8 e 9.2 kilowatt, dimostrando i progressi fatti da questo componente.

L’inizio di una nuova linea di business

Ulrich Kirschner, presidente della divisione Starter Motors & Generators di Bosch, ha detto in proposito: “Il motorino di avviamento è il tipico prodotto Bosch lanciato agli albori della motorizzazione, ideato per sopperire alle scomodità dell’auto e per aumentarne la sicurezza“. E’ stato Gottlob Honold, ingegnere capo della Bosch, ad avere l’idea di utilizzare un motore elettrico per avviare il propulsore a scoppio. Altri produttori avevano già provato a fare lo stesso ma i motorini di avviamento continuavano ad essere poco adeguati all’uso quotidiano e alla produzione in serie. Quindi, se Bosch si fosse mossa velocemente, avrebbe potuto sviluppare un prodotto di successo…

Non più avviamenti a manovella

Non era raro, per l’automobilista, procurarsi delle ferite manovrando la manovella di avviamento. Un problema, questo, che avrebbe potuto seriamente limitare la diffusione dell’auto. I proprietari di allora – prevalentemente benestanti – che decidevano di rinunciale allo chauffeur per il piacere della guida chiedevano dunque alternative più comode e sicure. Un motorino elettrico di avviamento poteva essere azionato comodamente e nella massima sicurezza con un comando a pedale o un pulsante…

Innovazione con un futuro

Inizialmente, la maggior parte delle richieste per motori elettrici di avviamento provenivano dal Nord America. Per questo, nel 1914, Robert Bosch decise di avviarne la produzione nella fabbrica in Plainfield, New Jersey. La vendita dei nuovi dispositivi non andò subito secondo le aspettative; sino al 1927 Bosch aveva venduto approssimativamente solo 11.000 unità. Poi, i motorini di avviamento divennero sempre più richiesti e, nel 1933, ne furono venduti circa 550.000. Ma ci sono voluti decenni affinché la manovella scomparisse definitivamente dall’auto.

Motorini di avviamento per risparmiare carburante

Nel 2007 Bosch ha iniziato la produzione in serie di motorini d’avviamento specifici per sistemi start-stop. Per risparmiare carburante, questa funzione spegne il motore quando il veicolo è fermo. Appena il guidatore preme il pedale dell’acceleratore, il motore del veicolo si riaccende in modo automatico, rapido e silenzioso. Per ottenere una riduzione dei consumi e delle emissioni di CO2, gli ingegneri Bosch stanno lavorando per estendere ulteriormente la funzione di arresto del motore termico. Ad esempio, nelle fasi di “veleggio”, quando – in marcia – il piede del guidatore non preme il pedale del gas.

Pronto ad iniziare in ogni momento

Bosch offre un’ampia gamma di motorini di avviamento per motori benzina e diesel; componenti robusti ed affidabili per auto e veicoli commerciali. La produzione si attesta oggi a più di 12 milioni di pezzi annui e almeno 1 veicolo su 5 di quelli attualmente prodotti è equipaggiato con motorino di avviamento Bosch.

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